Il Metodo Caruso® su neve e ghiaccio

I principi del Metodo su neve e ghiaccio
I principi che regolano il movimento su neve e ghiaccio sono in comune con quelli relativi all’arrampicata su roccia. Le differenze riguardano sostanzialmente due aspetti:
- il ghiaccio è un elemento generalmente più uniforme e regolare rispetto alla roccia e non consente l’aderenza
- gli attrezzi che si utilizzano (ramponi e piccozze) determinano generalmente un assetto frontale alla parete, con i piedi di punta (punte anteriori dei ramponi)
Questi due elementi restringono la gamma dei movimenti che sono invece possibili sulla roccia. Ad esempio, la possibilità di usare i piedi anche lateralmente determina differenti assetti del corpo e, quindi, un maggior numero di tecniche e progressioni.
Gli schemi di movimento principali utilizzabili su ghiaccio sono:
- la Progressione Incrociata
- la Progressione Fondamentale
- la Progressione a Triangolo


L’importanza dello schema incrociato
I pendii classici sono un terreno ideale per imparare e comprendere a fondo lo schema incrociato, simultaneo, non simultaneo ed evoluto, uno dei punti di partenza del Metodo sia su roccia che su ghiaccio. Conoscere e padroneggiare questo schema motorio permette già di toccare con mano l’efficacia del Metodo stesso. Innanzitutto si inizia a capire il legame che esiste tra tecnica e capacità, tra sicurezza e velocità di progressione. Conoscendo ed esercitandosi sulle tecniche corrette si migliorano le capacità coordinative, ci si muove meglio, si diventa più capaci e, quindi, si può apprezzare realmente l’attività che si pratica.
Lo schema di movimento incrociato ha permesso anche di capire in quale posizione è più conveniente e sicuro spostare la piccozza su un pendio, sia quando si sale verticalmente, sia nei traversi o in diagonale. Prima della nascita del Metodo Caruso®, il movimento in ambio era predominante, se non propriamente l’unico conosciuto e utilizzato. L’ambio rappresenta uno schema motorio più primitivo e, su terreno ripido e verticale, è generalmente meno sicuro e più faticoso.
Grazie alla conoscenza dello schema incrociato è stato possibile mettere a punto l’innovativa sicura a spalla con schema incrociato al posto della meno efficace e più pericolosa sicura a spalla in ambio, ancora oggi quella normalmente utilizzata.

Le Progressioni su neve e ghiaccio
A parte la Progressione incrociata (simultanea, non simultanea ed evoluta) che si applica, in particolare, su terreno classico, le tecniche più importanti per le cascate di ghiaccio e per i tratti di parete più verticale sono, in sintesi:
- la Progressione Fondamentale con 2 appoggi
- la Progressione Fondamentale con spaccata
- la Progressione Fondamentale con sfalsata
- l’Accoppiamento dei piedi
- la Progressione a Triangolo (con 2 e 4 passi) con la posizione bilanciata su 2 appoggi (con spaccata e con sfalsata)
- la Progressione a Triangolo con vertice fisso
- la Progressione a Triangolo con vertice fisso con accoppiamento dei piedi
- l’Accoppiamento dei piedi nella progressione a triangolo
Differenze con la roccia
Lo schema incrociato costituisce anche la base per comprendere gli altri schemi di movimento che riguardano le progressioni più evolute, in particolare lo schema di movimento omologo, relativo alla Progressione Fondamentale e, soprattutto, la Progressione a Triangolo che si basa sull’armonizzazione di 2 schemi motori: omologo e incrociato.
Per quanto riguarda queste due progressioni, una differenza importante riguarda l’uso della Posizione con bilanciamento, prerogativa esclusiva, o quasi, della roccia. Le ragioni sono molto evidenti: il bilanciamento su roccia si realizza grazie all’attrito che si genera tra la gomma del fascione laterale della scarpetta e la roccia ruvida. Ma sul ghiaccio? L’elemento scivoloso non favorisce certo alcun attrito con lo scarpone, anzi, il bilanciamento su ghiaccio si può trasformare in qualcosa di potenzialmente pericoloso. Un vero insegnamento si pone come obiettivo anche quello di trasmettere gli schemi di movimento più sicuri, in modo da allontanare al massimo il rischio di una caduta. Insegnare una tecnica poco adatta e potenzialmente pericolosa è un grave errore. Si parla tanto di sicurezza, ma spesso in termini per lo più intellettuali e poco concreti. La sicurezza più importante è quella relativa a un movimento corretto, consapevole e sicuro, cosa che dovrebbe essere insegnato (e appreso) per primo. Spesso gli errori derivano dalla mentalità poco aperta di chi insegna, oltre che dagli errori di comprensione delle tecniche del Metodo.
Nei primi anni ’90, la “nascita” del bilanciamento su roccia (che si usa quando la disponibilità di un solo appoggio non permette di posizionare entrambi i piedi alla stessa altezza e si vuole evitare la posizione in spaccata o in sfalsata) determinò non poche perplessità. Alcuni si domandavano: ma non è più sicuro poggiare sempre entrambi i piedi, anche se si trovano ad altezze leggermente differenti (quinta posizione)? Ora però che i vantaggi del bilanciamento su roccia (e gli svantaggi della quinta posizione) sono noti a molti, riproporre questa posizione su ghiaccio, terreno non adatto al bilanciamento, non è altro che un nuovo automatismo mentale errato. I ramponi hanno le punte davanti, non certo lateralmente, ed è molto più facile e sicuro piantarli sul ghiaccio di punta, in modo da avere un punto d’appoggio in più. Il Metodo ha quindi introdotto una nuova posizione, la posizione bilanciata su 2 appoggi che permette di coniugare il vantaggio del bilanciamento con la posizione su 2 appoggi.
Un’altra differenza, come già accennato, riguarda la Progressione laterale. La posizione con i piedi di punta, imposta dall’uso dei ramponi, porta il corpo a un assetto frontale, favorendo l’avvicinamento del bacino alla parete. Tutto ciò non significa che non si possa mai fare diversamente, mettendo il corpo obliquamente alla parete, oppure utilizzando una sorta di bilanciamento, magari con una gamba nel vuoto come avviene più facilmente nel dry-tooling, oppure ancora utilizzare il tallone in appoggio o in aggancio, ma si tratta di eccezioni e varianti che su ghiaccio non rientrano certo nei casi standard.
La tecnica serve innanzitutto a favorire l’esecuzione motoria corretta nelle progressioni che si utilizzano maggiormente. D’altronde anche sulla roccia, una volta apprese tutte le tecniche fondamentali, risulta facile mescolarle per dar luogo a tutte le infinite varianti e possibilità di movimento. Ma la fase più difficile per l’apprendimento, che permette di fare proprio il movimento migliore, consiste nel lavorare a fondo sugli schemi corretti e principali, al fine di automatizzarli in modo consapevole.


Errori nella diffusione delle tecniche del Metodo sul ghiaccio
Le tecniche del Metodo Caruso® su ghiaccio sono il riferimento anche per gli insegnanti che si prefiggono di trasmettere agli allievi il giusto movimento nella scalata su ghiaccio. Pur essendo le progressioni su ghiaccio meno numerose e di più facile comprensione rispetto alle tecniche che si utilizzano su roccia, si sono ugualmente diffusi tra molti insegnanti grossolani errori che derivano da una comprensione limitata e superficiale della materia.
Ad esempio, oltre ai numerosi errori specifici inerenti alle diverse tecniche del Metodo, accade che si equivochino gravemente alcuni concetti di base, come quelli relativi ai termini “retroversione e antiversione (anteroversione)” del bacino. Ne consegue che, ad esempio, si identifichi la retroversione del bacino con l’avvicinamento del bacino alla parete e l’anteroversione con l’allontanamento dello stesso dalla parete, come quando si eseguono i passi intermedi. In realtà, chiunque abbia un minimo di conoscenza del corpo umano sa che i due termini indicati si riferiscono alla rotazione del bacino su un asse trasversale e che, quindi, indicano l’aumento o la diminuzione della lordosi lombare, cosa che nulla ha a che fare con l’allontanamento o l’avvicinamento di tutto il bacino alla parete.
È ovvio che se non si capiscono concetti basilari come questo, gli aspetti motori più complessi relativi alle tecniche di movimento risulteranno quantomeno misteriosi. Ad esempio, non si potrà capire che differenza c’è tra eseguire la Progressione a Triangolo con un numero pari o dispari di passi, così come risulterà totalmente oscuro il senso della Progressione a Triangolo con vertice fisso a passi dispari. Ma già dai nomi delle tecniche, che non corrispondono a quelli originari, si può capire come i manuali che le riportano siano solo copie mal fatte del Metodo.
In realtà, ritengo che pubblicare manuali che contengono errori grossolani sia particolarmente grave perché, purtroppo, possono portare “fuori strada” tanti praticanti in buona fede alla ricerca di un insegnamento. L’esperienza insegna che rimediare agli errori costa molto di più, in termini di tempo e fatica, rispetto all’imparare correttamente fin da subito. Allo stesso tempo, però, queste brutte copie aiutano a mettere in risalto le tecniche giuste: chiunque decida di informarsi andando alla fonte scoprirà facilmente gli errori e, quindi, potrà facilmente evitarli.










