Il Metodo in arrampicata

Dall'arrampicata istintiva allo studio della tecnica

In arrampicata, il Metodo Caruso® lavora sui principi che sono alla base del movimento ideale nella dimensione verticale. Tali principi hanno permesso di definire le tecniche e le progressioni migliori ai fini dello sviluppo della capacità e dell’intelligenza motoria. Il Metodo si basa sulla convinzione che l’atleta evoluto utilizza e sviluppa le facoltà mentali e cognitive allenando la tecnica e le capacità coordinative, laddove il profano è convinto che la conoscenza ostacoli il movimento cosiddetto “istintivo” (cioè casuale, basato sugli automatismi involontari).

Fino a non molto tempo fa, e ancora oggi in buona parte, l’unico modo per insegnare ad arrampicare consisteva nel trasmettere sequenze di movimenti che permettevano di risolvere singoli passaggi su singole vie: “Metti il piede sinistro su quell’appoggio, poi alza la mano su quella tacca, cerca di tirarti su”… e così di seguito. Qualcuno aveva effettuato quei movimenti ed era passato, quindi dovevano essere quelli giusti! Il perché era misterioso. Si saliva senza conoscere e senza capire e, spesso, insieme a movimenti corretti, si ripetevano e acquisivano movimenti sbagliati, che potevano poi diventare automatismi limitanti. L’unico modo di accrescere la propria intelligenza motoria era la ripetizione nel tempo di innumerevoli passaggi (la famosa “esperienza”), ma non tutti riuscivano a migliorare in questo senso. Per lo più, per eseguire passi di crescente difficoltà, si faceva (e si fa) affidamento quasi esclusivamente sulla forza.

Tecnica e Forza

Essere forti e resistenti è sicuramente positivo e, più si sale di livello, anche necessario, ma sprecare la forza muovendosi “a caso”, o male, è sciocco e non certo degno di un atleta equilibrato. Anche perché ottimizzando lo sforzo si migliora la prestazione. Ma, a parte l’essere forte, è evidente che è ancora più importante essere capaci e abili. È risaputo che, ai fini della prestazione, oltre alle capacità condizionali (forza, resistenza ecc.), le capacità tecniche e coordinative sono le più importanti per tutti, a qualsiasi livello. Le capacità tecniche rappresentano, infatti, i fondamentali elementi formativi dell’essere umano che permettono di sviluppare l’efficacia del gesto, l’intelligenza motoria, l’equilibrio del corpo, l’equilibrio psicofisico, consentendo anche di prevenire i traumi e conservare la salute.

È inoltre importante capire che l’apprendimento della tecnica deve avvenire prima dello sviluppo della forza, o per lo meno, deve procedere di pari passo. Infatti, l’uso della forza, quello sì che è istintivo! Una persona molto forte più difficilmente sarà in grado di “sentire” l’efficacia di un movimento giusto, a meno che non si trovi sul suo limite.

Nell’ambiente arrampicatorio esistono tantissimi sistemi per allenare la forza e la resistenza, ma per quanto riguarda la capacità di usarle e controllarle intelligentemente, tutto è lasciato al caso. Eppure si tratta dell’aspetto più bello, interessante e difficile da conseguire. Il Metodo Caruso® ha l’obiettivo di permettere all’allievo di utilizzare al meglio le proprie risorse, a prescindere dall’allenamento che ha in un determinato momento e dal livello che possiede.

Le Tecniche del Metodo Caruso®

Il Metodo Caruso® ha individuato i movimenti “fondamentali”, ovvero gli “archetipi” tecnici da cui originano le infinite possibili varianti, analizzando di ognuno i punti di forza e debolezza e l’utilità sui diversi tipi di terreno (appoggiato, verticale, strapiombante). Il processo di apprendimento di queste tecniche rende il corpo più “intelligente” e sensibile e l’arrampicatore sempre più capace di scegliere in autonomia, in base alle proprie caratteristiche psico-fisiche, la tecnica più adatta nelle varie situazioni, apportando tutte le necessarie, infinitesime variazioni che il caso richiede. Infatti, sebbene le tecniche individuate siano in numero finito – cosa che rende possibile la loro trasmissione e quindi l’insegnamento – è un grossolano errore pensare di applicarle in modo rigido, allo stesso modo in cui è sbagliato (e assurdo) pensare, durante una partita, di poter calciare un pallone sempre con la stessa angolazione e potenza, come avviene nelle situazioni “ideali” dell’allenamento, o scendere con gli sci su un pendio irregolare sempre alla stessa velocità, con curve costanti per raggio e angolazione. Ciò non significa però che questi fondamentali, basati su principi scientifici e sulle leggi della fisica, non esistano o possano essere cambiati o distorti.

Con il Metodo Caruso® si lavora in modo mirato allo sviluppo delle abilità, della capacità generale e dell’intelligenza motoria, facilitando e velocizzando l’apprendimento ed evitando gli errori più comuni. In questo modo si acquisiscono gli schemi motori più favorevoli, si migliora la coordinazione del corpo, si incoraggia una corretta respirazione e si interviene nella capacità di gestire la paura e le emozioni.

Questo è l’elenco delle principali tecniche originali in arrampicata:

  • Progressione incrociata simultanea e non simultanea
  • Progressione incrociata simultanea evoluta
  • Progressione fondamentale con due appoggi
  • Progressione fondamentale con bilanciamento
  • Progressione fondamentale con spaccata
  • Progressione fondamentale con sfalsata
  • Progressione a triangolo con due passi
  • Progressione a triangolo con quattro passi
  • Progressione a triangolo con vertice fisso
  • Progressione a triangolo con bilanciamento interno
  • Progressione laterale
  • Progressione laterale eretta
  • Progressione laterale con accoppiamento
  • Progressione laterale alternata
  • Progressione con tallonaggio
  • Oscillazione a pendolo

Tecniche complementari

  • Quattro passi cambio piede
  • Sostituzione semplice
  • Sostituzione mista
  • Sostituzione inversa e di gomito
  • Accoppiamento dei piedi
  • Dülfer con archi omologhi uguali
  • Differenza tra bilanciamento interno ed esterno
  • Passaggio misto
  • Oscillazione ad arco

Le scarpette

Tra le attrezzature che si utilizzano in arrampicata, le scarpette sono le uniche ad avere influenza diretta sul movimento e, quindi, sulla tecnica. Le dita dei piedi costrette in una posizione “rattrappita” tendono a deformare il piede, generano dolore e impediscono il movimento naturale. Inoltre, scarpette che facilitano la posizione “in alto” dei talloni favoriscono l’iperlordosi lombare e compromettono la mobilità del bacino. In altri termini, la posizione poco naturale indotta da alcune scarpette influisce negativamente sul modo in cui si usano i piedi e sul movimento del corpo. Per questo ho deciso di sviluppare un progetto per realizzare una scarpetta ideata con lo specifico scopo di favorire un movimento più naturale possibile. Dopo diversi anni di studio e di sperimentazione, alla cui base c’è un cambio radicale nel modo di concepire le scarpette per l’arrampicata, sono nate le Paradigma. Scoprile qui